HE-RMES (Azione 1.1.2. di HELIX)
- Fondazione CHANGES,
- Università degli Studi di Messina,
- Università degli studi di Palermo,
- Università degli Studi di Salerno,
- Università degli Studi di Bari,
- Università degli Studi Suor Orsola Benincasa,
- Consiglio Nazionale delle Ricerche,
- Istituto italiano di Tecnologia,
- Euro.soft srl,
- Consorzio Sannio Tech,
- Società Cooperative Culture,
- Etna HiTech (EHT S.C.P.A.),
- Quantum Leap srl,
- Istemi srl,
- Ariespace srl,
- Bcame srl,
- Protom Group spa
Abstract
Il progetto HE-RMES nasce come evoluzione incrementale e integrativa dei due progetti finanziati dal PNRR: SAMOTHRACE (Ecosistema dell'innovazione, con focus tecnologico) e CHANGES (Partenariati estesi, orientato all'interazione tra scienze dure e umanistiche). Entrambi i progetti hanno lavorato allo sviluppo di tecnologie e protocolli per la diagnostica, il restauro, il monitoraggio e la valorizzazione del patrimonio culturale materiale - in particolare quello archeologico e architettonico raggiungendo un livello di maturità tecnologica massimo di TRL5. Esso si sviluppa all’interno della Azione 1.1.2 – Sostegno a un numero limitato di filiere strategiche della ricerca, del DM 307/2025, ed è parte del più ampio progetto HELIX insieme ai due progetti HERA (HE-RA (Heritage Empowerment through Regional Alliances), all’interno dell’ Azione 1.1.3b – Sostegno alla validazione e messa in rete di forme di aggregazione che aiutino la contaminazione del sistema della ricerca e HE-LIOS – Heritage Empowerment through Learning, Innovation and Open Systems), all’interno dell’ Azione 1.4.3 – Rafforzamento delle competenze ai fini del funzionamento attivo dell’ecosistema dell’innovazione HE-RMES si propone di portare strumenti, prodotti e soluzioni già sperimentati ai livelli TRL7 e TRL8, rendendoli fruibili dal mercato — inteso sia in senso commerciale che istituzionale — nel prossimo futuro. Un impulso decisivo in questa direzione viene dal ruolo crescente dell'intelligenza artificiale, non prevista nella fase progettuale del PNRR, che apre nuove possibilità soprattutto nella gestione delle piattaforme di monitoraggio dei dati. Sul piano operativo, il progetto avanza su più fronti. In ambito diagnostico, punta su tecnologie di imaging non invasive ad altissima risoluzione, in particolare elettromagnetiche, per analizzare lo stato di conservazione dei beni culturali senza danneggiarli, suggerire tecniche di restauro mirate egarantire un monitoraggio continuo nel tempo. Per il monitoraggio dei paesaggi storici, viene sviluppato un sistema integrato che combina dati storici, rilievi da satellite e drone, sensori ambientali e IA, con l'obiettivo di rilevare precocemente criticità come rischi idrogeologici o degrado archeologico. Il risultato sarà una piattaforma WEB-GIS interattiva, consultabile via web o QR code, accessibile a enti pubblici, operatori turistici e comunità locali.
Il progetto pone inoltre attenzione alla sostenibilità ambientale, attraverso l'uso delle tecnologie abilitanti chiave (KETs), l'economia circolare, la riduzione delle emissioni di carbonio e la diminuzione della mobilità fisica grazie alla fruizione virtuale dei siti. Completano il quadro lo sviluppo di modelli per il turismo sostenibile, ecomusei digitali, piattaforme partecipative e il prototipo di un modello SaaS scalabile, capace di trasformare grandi moli di dati in decisioni rapide e narrazioni accessibili, promuovendo tutela, fruizione consapevole e sviluppo locale. L'Università di Catania coordina l'intera azione e partecipa a singoli WP con attività specifiche: creazione di materiali ecosostenibili per il restauro (geopolimeri, malte) (MIRE); digitalizzazione e gestione dei dati archeologici (ARCADIA-ARCHEOSTORE); diagnostica avanzata per conservazione e valorizzazione del patrimonio (SMART HERITAGE); soluzioni geotecniche anti-vibrazione per siti storici (GINESTRA); integrazione di tecnologie per la fruizione turistica e culturale (VAT-EREDI).