Laurea Honoris Causa a Maria Giuseppina Grasso Cannizzo

L'Università di Catania conferisce la laurea magistrale Honoris Causa in "Ingegneria edile - Architettura" all'architetto Maria Giuseppina Grasso Cannizzo.

La cerimonia si svolge venerdì 18 gennaio alle 16:30, nell'aula magna del Palazzo Centrale. Maria Giuseppina Grasso Cannizzo terrà la sua lectio doctoralis dopo il saluto del rettore Francesco Basile, la lettura della motivazione da parte del prof. Enrico Foti (direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura) e la laudatio da parte del prof. Gaetano Sciuto, presidente del corso di laurea magistrale in "Ingegneria edile - Architettura".

Profilo biografico

Nata in Sicilia e cresciuta tra la Sicilia e la Sardegna, consegue la laurea in Architettura all’Università "La Sapienza" di Roma nel 1974. Fino al 1980 si dedica prevalentemente all’attività didattica nell’ambito del corso di Restauro dei Monumenti della Facoltà di Architettura di Roma, poi si trasferisce a Torino dove, per conto della Fiat Engineering, collabora al progetto di ricostruzione dei centri storici della Basilicata. È stata docente nei corsi di laurea in Architettura di Palermo e Siracusa e al Royal Institute of Technology di Stoccolma. Dal 1986 vive ed opera a Vittoria, in provincia di Ragusa, stabilendo un legame indissolubile con questa terra.

Nel suo piccolo studio di Vittoria Maria Giuseppina Grasso Cannizzo dà vita alle sue opere straordinarie, conosciute e apprezzate in tutto il mondo, come testimoniano i numerosi riconoscimenti da lei ottenuti. Medaglia d’oro per l’architettura italiana, vine segnalata per il Mies van der Rohe Award nel 2003; nel 2004 ottiene la menzione d’onore al Concurso de Arquitectura Machu Picchu svoltosi a Cusco; nel 2005 vince il Royal Institute of British Architects Award ed entra a far parte della long list per lo Stirling Prize e per lo Stephen Lawrence Prize; nel 2006 riceve la menzione d’onore per lo European Architectural Award Plaster; nel 2008 è fra i cinque architetti invitati per l’allestimento del Padiglione italiano alla Undicesima Biennale di Architettura di Venezia; nel 2011 viene insignita del premio Svoboda e del titolo di “Accademica Honoris Causa” da parte dell’Accademia di Belle Arti di Macerata; nel 2012 vince per la seconda volta il Royal Institute of  British Architects Award; sempre nel 2012 riceve, insieme ad altri due prestigiosi architetti italiani, Vittorio Gregotti e Gae Aulenti, la Medaglia d’Oro alla Carriera della triennale di Milano; nel 2014 si aggiudica la seconda edizione della Cattedra d’eccellenza “Adalberto Libera” dell’Università di Trento; nel 2016 partecipa alla Quindicesima Biennale di Architettura di Venezia con la installazione denominata “Onore perduto”, ricevendo una Menzione Speciale.

Si tratta di una professionista rigorosa e lontana dai riflettori tanto amati da molti colleghi; quasi una "archistar al contrario". Il suo operare ha da sempre privilegiato la qualità piuttosto che la quantità. I temi affrontati nei suoi lavori vengono sapientemente declinati  con ricercato estro creativo e rigore metodologico e progettuale, coniugando in perfetta sinergia le abilità proprie sia dell’architetto che dell’ingegnere edile. L’attenzione che rivolge alla fase esecutiva, la sua costante presenza in cantiere, il suo continuo confronto con committenti e maestranze, conducono alla realizzazione di edifici nei quali riesce a fare convivere una elevata qualità estetica e funzionale con l’obiettivo di ottenere spazi a misura delle aspirazioni e delle esigenze umane.

Ultima modifica: 
15/01/2019 - 09:19