L’Anvur promuove Unict

Palazzo CentralePienamente soddisfacente”: è questo il giudizio che l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca proporrà al Ministero dell’Università e della Ricerca per l’accreditamento dell’Università di Catania.

Questo lusinghiero giudizio, formulato dall’organismo pubblico indipendente che ha il compito di misurare la qualità delle università e degli enti di ricerca, colloca, infatti, l’ateneo nella fascia medio-alta tra le università italiane.

Nella stessa fascia “B” (punteggio compreso tra 6,50 e 7,50) sono già state collocate alcune tra le più prestigiose università del centro-nord, come Bologna, Pisa, Roma “La Sapienza”, Venezia “Ca’ Foscari”, Politecnico di Torino e Bocconi di Milano.

La valutazione dell’Anvur, durata diversi mesi, ha previsto un’attenta analisi delle performance e dei documenti di tipo strategico, finanziario e di programmazione dell’ateneo da parte dei 20 componenti della Commissione di esperti. E, inoltre, per un’intera settimana, dal 10 al 14 maggio 2021, la commissione in audizione ha messo sotto esame 500 soggetti dell’ateneo tra i vertici accademici (rettore compreso) e docenti (delegati e responsabili dei corsi di studio), dirigenti, personale tecnico-amministrativo e studenti, per testare la qualità dell’offerta formativa, dei servizi e delle procedure tramite colloqui su didattica, ricerca, terza missione e internazionalizzazione. Nel corso della visita ministeriale sono state presentate anche le sedi dell’ateneo e i servizi offerti, parte integrante dell’analisi della cospicua documentazione presa in esame.

Solo a conclusione di questa fase di lavoro dettagliato, che l’Anvur svolge ogni cinque anni sugli atenei italiani, il Ministero dell’Università e della Ricerca decreterà il giudizio. Per l’Università di Catania si tratta della prima valutazione da parte dell’Anvur.

«Ci siamo preparati a lungo per questo importante appuntamento – commenta con soddisfazione il rettore Francesco Priolo - e tutti abbiamo lavorato insieme, in maniera entusiasta e responsabile, per raggiungere questo obiettivo, migliorando le performance e i processi relativi a tutte le missioni e le attività universitarie. Sono molto soddisfatto per il risultato lusinghiero che premia il nostro continuo percorso di miglioramento e che ci rende particolarmente orgogliosi di appartenere al più antico ateneo di Sicilia».

Il rettore cita inoltre a supporto altri importanti traguardi raggiunti nell’ultimo periodo grazie all’azione amministrativa.

«Siamo passati dall’80% di spesa per il personale al 73%, il bilancio d’Ateneo è stato risanato - spiega - e nel 2020 abbiamo registrato un utile di oltre 12 milioni di euro. Un risultato considerevole se si pensa che nel 2018 erano stati spesi 15 milioni in più di quanto incassato. Inoltre, avvieremo presto sei interventi di riqualificazione degli edifici dell’ateneo grazie ad un importante cofinanziamento del Ministero dell’Università e della Ricerca, nell’ambito di un programma di edilizia universitaria: 12,5 milioni di euro, pari al 46% dell’importo complessivo degli interventi, che ammonta a 27 milioni 324 mila euro. Gli interventi riguarderanno il Dipartimento di Giurisprudenza, la sede di via Ramondetta del Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali e alcuni edifici della Cittadella universitaria (Scienze del Farmaco e della Salute, Scienze chimiche, Ingegneria, Matematica e Informatica ed Economia con le sedi di Palazzo delle Scienze e di Palazzo Fortuna)».

«Un messaggio lo rivolgo alle studentesse e agli studenti – conclude -: troppo spesso cerchiamo altrove quello che invece abbiamo già a disposizione nella nostra terra. L’Università di Catania ha intrapreso un percorso virtuoso e la valutazione ministeriale ne certifica il risultato. Da alcune settimane sono aperte le procedure di immatricolazione ai nostri corsi di studio e mi auguro che le future matricole e le loro famiglie possano apprezzare l’offerta formativa di oltre 100 corsi e la qualità dei servizi. Essendo un ateneo “moderno” stiamo realizzando numerose iniziative per aprirci sempre più al territorio. Oltre alla didattica e alla ricerca, infatti, puntiamo tantissimo sulla "terza missione" per favorire l’occupazione dei nostri giovani e lo sviluppo socio-economico del territorio, grazie a sinergie con enti pubblici e aziende locali».

Ultima modifica: 
21/07/2021 - 11:47