Il prof. Francesco Priolo nel Consiglio direttivo dell’Anvur
Il Consiglio dei Ministri ha deliberato nei giorni scorsi, su proposta del Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, l’avvio della procedura per la nomina del professore Venerando Marano alla presidenza del Consiglio direttivo dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR).
Contestualmente, il Governo ha nominato i professori Giovanna Cassese, Matteo Lorito, Francesco Priolo (rettore Unict nel sessennio 2019/2025) e Aurelio Tommasetti componenti del Consiglio direttivo dell’Agenzia.
Il Consiglio direttivo – in carica per sei anni - rappresenta l’organo di indirizzo politico e strategico dell’Agenzia. Tra i suoi principali compiti vi sono la definizione delle linee guida e delle metodologie per le attività di valutazione, la programmazione delle attività future e l’approvazione sia dei risultati delle valutazioni sia dei bilanci dell’Agenzia. Inoltre, su proposta del Presidente, il Consiglio ha la facoltà di nominare il Direttore dell’Agenzia.
«Desidero rivolgere i miei più sinceri auguri di buon lavoro al prof. Francesco Priolo per il prestigioso incarico conferito all’interno del nuovo Consiglio direttivo dell’ANVUR – ha commentato il rettore Enrico Foti -. La sua nomina rappresenta motivo di orgoglio per l’Università di Catania e per l’intero sistema accademico siciliano, oltre a testimoniare il valore delle competenze e dell’esperienza maturate nel corso del suo percorso scientifico e istituzionale».
«Rivolgo, inoltre, un augurio di buon lavoro al presidente designato Venerando Marano e a tutti i componenti del nuovo Consiglio direttivo, chiamati a svolgere un ruolo strategico per il sistema universitario e della ricerca italiana in una fase di grandi trasformazioni e sfide – ha aggiunto il rettore Foti -. L’ANVUR rappresenta un presidio fondamentale per la qualità, la valutazione e lo sviluppo del nostro sistema accademico e della ricerca, elementi centrali per la crescita del Paese e per la capacità delle università di generare innovazione, opportunità e futuro per le nuove generazioni».