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Circolo di lettura: Il Gattopardo

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Circolo di lettura: Il Gattopardo

04 Giugno 2008
i.a.

Mercoledì 4 giugno - ore 18:30 - Cappella Bonajuto

Mercoledì 4 giugno alle 18.30, prosegue, alla Cappella Bonajuto, il ciclo 2008 del Circolo di lettura organizzato dalla facoltà di Lingue e Letterature straniere in collaborazione con l'Associazione Librai Italiani e incentrato quest'anno sul tema dei "Luoghi".
L'appuntamento è con la lettura di Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa a cura di Nunzio Zago, ordinario di Letteratura italiana all'Università di Catania, e direttore scientifico della Fondazione "Gesualdo Bufalino". Il suo libro più recente s'intitola "Da Dante a Brancati" (Salvatore Sciascia Editore 2006).
A Giuseppe Tomasi di Lampedusa (Palermo 1896 - Roma 1957) toccherà di ricordare gli incanti infantili dei palazzi "materni", il palazzo Lampedusa a Palermo e la dimora di Santa Margherita Belice, con la distanza del sopravvissuto. Quei luoghi erano stati distrutti dalla furia della storia, ma prima che una bomba li avesse mutati in simboli dell'estinzione delle cose e delle famiglie, com'è ovvio a un giovane erano stati stazioni di partenze e lunghe evasioni. Il corso ufficiali a Torino, la trincea ad Asiago, la prigionia a Szombathely, i soggiorni a Torino e Genova, i viaggi nella Londra dello zio ambasciatore, il matrimonio a Riga, e poi la baltica Stomersee della moglie inquieta e indipendente, le ville sui Nebrodi cercando salvezza dalle bombe, e infine la casa alla Kalsa ritrovo di giovani affascinati. Un luogo 'paterno' (e sì, anche l'invidia per il cugino Lucio Piccolo, dirà lui stesso) è forse all'origine dell'impulso a scrivere: Palma di Montechiaro, feudo perduto e dimora di antenati santi. Tornerà nel romanzo, luogo di desiderio e rimpianto al centro dell'isola sterile, in un paesaggio violento e in un clima crudele, in una terra incolta dove "nevica fuoco", dove una "luce di cenere" avvolge isolani violentati e fatalisti, dalle voci isteriche, attoniti tra i "bellissimi fantasmi muti" dei ruderi alieni delle civiltà sorpassate, incomprensibili.
 


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