"L'uomo deve costantemente fare il punto della sua esperienza e continuare a scoprire, inventare, creare, progredire. Al presente, la capacità dell'uomo di trasformare il suo ambiente, se adoperata con discernimento, può apportare a tutti i benefici dello sviluppo e la possibilità di migliorare la qualità della vita. Applicato erroneamente o avventatamente, lo stesso potere può provocare un danno incalcolabile agli esseri umani e all'ambiente" (Estratto della dichiarazione delle Nazioni Unite sull'ambiente umano, Stoccolma 1972)
"Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta penso che per la razza umana ci sia ancora speranza" (H. G. Wells)
"Ma là dove possiamo fare e non facciamo, perché in buona sostanza non è la natura, ma l'uomo... dov'è? È nella terza e più grave di queste piaghe che veramente diffama la Sicilia, e in particolare Palermo agli occhi del mondo. Lei ha già capito, inutile che io gliela dica. Mi vergogno a dirlo... è il traffico!" (Dal film "Johnny Stecchino" di R. Benigni)

Sapevate che?
Le città con più auto in Italia sono Latina con 72,3 auto ogni 100 abitanti, l'Aquila (71,0) e
Catania (70,3); (dal
IV rapporto mobilità sostenibile di Euromobility)
Nelle città italiane gli automobilisti passano in media
due settimane all'anno in automobile;
La velocità media delle automobili nei giorni feriali per percorrere un tragitto urbano è di 23 km/h a causa del traffico e del continuo
stop and go. In pratica, una velocità non molto lontana da quella di una bicicletta;
Con 500 chilocalorie, che corrispondono a 100 grammi di zucchero o 55 grammi di grasso o benzina,
un ciclista percorre 37 chilometri. Con 55 grammi di benzina
una macchina si spegne dopo appena 700 metri (dal sito di
Legambiente);
Ogni chilometro fatto in bici si risparmiano 20 centesimi di euro e circa 210 grammi di CO2 nell'aria. Ciò significa che se ogni giorno ci si impegnasse a percorrere in bici almeno 4 chilometri il risparmio sarebbe di 300 euro l'anno per 300 kg di CO2 (dal sito di
Legambiente);
A Milano l'ingombro delle auto che ogni giorno vengono parcheggiate per le vie della città, preclude il passaggio e l'accesso dei pedoni ad un'area pari a 2250 campi di calcio, che rappresenta quasi il
10% del territorio cittadino (dal
dossier mal'aria di città 2011 di Legambiente);
Il 75% dei gas serra prodotti da trasporti provengono dai veicoli stradali;
In un auto l'80% dell'energia del combustibile va perduta sotto forma di calore ed emissioni che escono dal motore; del 20% che resta per la trazione, più del 90% serve per spostare il veicolo e meno del 10% per il guidatore. In definitiva,
meno del 2% dell'energia consumata diventa trasporto utile;
Il costo della benzina è solo una parte del costo di un'auto. Per mantenerne una di media cilindrata sono necessari circa
500 euro al mese;
Ogni anno in Italia vi sono
6.000 morti per incidenti stradali.

Cos'è la mobilità sostenibile?
Il concetto di mobilità fa riferimento a tutto ciò che è in relazione ai movimenti nel territorio di persone e merci, con qualsiasi mezzo di trasporto si verifichino. La mobilità è quindi un sistema complesso, formato dalle persone che si spostano, dai servizi che glielo consentono, dalle infrastrutture viarie, ferroviarie, aeroportuali, dai parcheggi e centri di interscambio, dai trasporti pubblici e privati, dalle piste ciclabili e dalle zone pedonali. Questo sistema influenza il funzionamento delle aree urbane e le condizioni di vita dei suoi abitanti ed ha una forte incidenza sulla qualità ambientale.
L'organizzazione attuale dei trasporti è caratterizzata dalla predominanza del traffico su strada, con l'uso principalmente di automezzi privati, ed ha forti conseguenze negative sul piano economico, sociale ed ambientale.
La mobilità sostenibile è un sistema di mobilità urbana in grado di conciliare il diritto agli spostamenti con l'esigenza di ridurre le esternalità negative (ossia l'insieme di effetti esterni, che vengono cioè sopportati anche da chi non li provoca, come l'inquinamento), le quali hanno un costo sociale che grava su tutti.
La mobilità sostenibile rappresenta un fattore di qualificazione sociale, perché induce l'instaurarsi di processi virtuosi. Per questo motivo, nel corso degli ultimi anni, il legislatore pubblico è intervenuto con provvedimenti volti ad incentivare la mobilità sostenibile, tra cui l'istituzione del mobility management aziendale e d'Area.

Gli effetti della mobilità insostenibile
Inquinamento atmosferico e cambiamenti climatici: l'espansione che negli ultimi anni ha caratterizzato il settore dei trasporti in tutta Europa non è stata accompagnata dallo sviluppo di piani di tutela dell'ambiente e della salute in grado di ridurre e contrastare, attraverso l'istituzione di regole e limiti più stringenti, gli effetti negativi che sono derivati dall'aumento di diverse forme di inquinamento. Sono molte le fonti di emissione che quotidianamente riversano nell'aria delle nostre città grandi quantità di sostanze inquinanti, ma tra le più dannose per la salute umana ricordiamo in particolare le polveri sottili (PM 10), il monossido di carbonio (CO), il benzene, l'ozono e gli ossidi di azoto (NOx). Il settore dei trasporti rappresenta, in Italia, la seconda fonte di emissione di CO2, il gas più noto tra quelli responsabili dell'effetto serra. L'Italia ha uno dei più alti indici di motorizzazione al mondo, peraltro in continua crescita. Nel 1991 si contavano 501 autovetture ogni 1000 abitanti, nel 2009 oltre 600.
Inquinamento acustico: un aspetto spesso sottovalutato ed in generale meno conosciuto, ma direttamente legato al problema della mobilità, è costituito dall'incidenza che un'esposizione prolungata a livelli eccessivi di rumore può determinare sulla salute dei cittadini. È sufficiente il superamento della soglia di 35 decibel, infatti, perché si possano iniziare a presentare disturbi acuti o cronici dell'apparato uditivo, disturbi del sonno e del riposo, dell'apprendimento e dell'attenzione, malattie cardiovascolari e ipertensione, influenza sui livelli ormonali e, a lungo andare, in seguito ad esposizioni eccessive, persino riduzioni delle aspettative di vita.
Problemi di salute: la medicina ha ormai dimostrato, attraverso vari studi, come l'inquinamento delle nostre città, in particolare quello derivante dal traffico, sia causa di varie patologie dall'apparato respiratorio e cardiovascolare, spesso molto gravi, soprattutto a danno delle fasce più deboli della popolazione. Esso è causa inoltre di effetti oncogeni e di un generale aumento della mortalità. Da uno studio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità pubblicato a giugno del 2006, è emerso che in 13 città italiane (Torino, Genova, Milano, Trieste, Padova, Venezia, Verona, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Catania, Palermo) si sarebbero potuti evitare circa 2.300 decessi se si fossero rispettati i limiti di concentrazione di PM10 previsti per legge. La cifra sale addirittura a 8.200, se i livelli di polveri sottili fossero stati inferiori a 20 microgrammi/metro cubo. La tossicità delle polveri sottili è legata alle loro piccole dimensioni, che consentono a queste sostanze di penetrare in profondità nell'apparato respiratorio. Le particelle con un diametro di 10 micron, misura a partire dalla quale si inizia a parlare di polveri sottili, non possono giungere oltre le cavità nasali o la faringe, creando al massimo qualche infiammazione, ma già le particelle di 2,5 micron (le cosiddette PM2,5) riescono a penetrare molto più in profondità nei polmoni e i danni che ne derivano sono ben più gravi. Le nano polveri, infine, possono addirittura infiltrarsi nelle cellule.
Congestione dovuta al traffico veicolare: il traffico è un costo sociale. In Italia ogni anno la congestione urbana costa 2,6 miliardi di euro, in termini di lavoro straordinario dei vigili e della polizia, degli incidenti, del tempo perso nel fare le code, delle spese sanitarie, dei costi assicurativi più alti, ecc.
Cosa fare per favorire la mobilità sostenibile?
Tutti noi possiamo adottare semplici comportamenti che permetterebbero di migliorare la nostra salute abbassando il livello di inquinamento nell'aria. Ecco cosa possiamo fare.
Camminare a piedi e andare in bicicletta: decidere di lasciare in garage l'auto e camminare a piedi o andare in bicicletta è salutare. Queste "naturali" forme di spostamento permettono di risparmiare rispetto agli altri mezzi di trasporto, che hanno tutti un costo più o meno alto, e dunque si tratta di una scelta anche molto economica. Si ha inoltre un risvolto ecologico, con la diminuzione di emissioni di inquinanti prodotti dalle automobili e si contribuisce a preservare l'ambiente nell'ottica di uno sviluppo sostenibile, inteso come quello che soddisfa le esigenze del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie. Non da ultimo, questa opportunità può essere sfruttata anche per perdere qualche chilo...
Bike sharing: Letteralmente, il nome significa "condivisione della bicicletta", ed è già da sé decisamente esplicativo. In sostanza, si tratta di un servizio che mette a disposizione del cittadino un certo numero di biciclette, dislocate nei punti strategici della città. Le biciclette si possono prelevare, utilizzare per i propri spostamenti e depositare presso un ciclo posteggio (lo stesso o un altro), pagando per l'utilizzo un prezzo particolarmente economico, oppure - in certi casi - usufruendone gratuitamente.
Il bike sharing è un servizio le cui finalità sono la riduzione del traffico nei centri urbani e conseguentemente dell'inquinamento atmosferico; il tutto si basa sulla promozione del mezzo di trasporto più semplice, pratico e veloce in città: la bicicletta. Le statistiche dimostrano che, nei contesti urbani, la bicicletta rappresenta il mezzo di trasporto più efficiente in assoluto. Per spostamenti inferiori a sei chilometri, infatti, nessun altro mezzo ha tempi di percorrenza inferiori a quelli delle due ruote e la stessa facilità di parcheggio!
Utilizzare il trasporto pubblico locale: l'uso sempre più frequente del mezzo pubblico determinerebbe una serie di fattori positivi quali: il decongestionamento drastico del traffico, maggiore velocità media, minore inquinamento da macchine e un conseguente miglioramento della salute pubblica, riduzione degli incidenti, risparmio di denaro pubblico derivato dal ridotto uso e consumo delle strade.
Praticare il car pooling e il car sharing: il car pooling consiste nella condivisione da parte di più persone di un mezzo privato per effettuate uno spostamento comune. Praticando il car pooling si favorisce la riduzione dei costi di trasporto e la diminuzione del rischio di incidenti, si contribuisce alla tutela dell'ambiente e della salute umana, si favorisce la socializzazione tra colleghi o nuovi compagni di viaggio. In pratica si può dire che: "Se viaggi in auto con altri guadagni in soldi e salute".
Il car sharing consiste nell'uso collettivo di un parco di autoveicoli, per il noleggio temporaneo. è un servizio di mobilità che consente di accedere su richiesta ad una flotta comune di veicoli posizionati in prossimità di importanti nodi della rete di trasporto pubblico.

Cos'è il Mobility Management?
Il mobility management letteralmente è la "gestione della domanda di mobilità" e consiste in un insieme di misure rivolte a migliorare la mobilità di persone, veicoli e merci nelle aree urbane, che al contempo salvaguardino e valorizzino l'ambiente attraverso soluzioni innovative e a basso impatto ambientale. Lo sviluppo e la diffusione della mobilità sostenibile è il cardine del mobility management.
Le misure proprie del mobility management si possono definire "soft", poiché generalmente non prevedono la realizzazione di nuove infrastrutture, ma piuttosto l'utilizzo di una serie di strumenti di supporto e sensibilizzazione. Si possono individuare tre linee di intervento principali:
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Concessione, ad esempio dando incentivi per l'adozione di mezzi ecologici, stilando convenzioni, offrendo servizi e sconti;
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Persuasione; cioè attività di comunicazione e sensibilizzazione;
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Restrizione, ad esempio far pagare la sosta delle auto in centro.
Il Decreto interministeriale Mobilità sostenibile nelle aree urbane del 27/03/1998, meglio conosciuto come Decreto Ronchi, ha introdotto la figura professionale del responsabile della mobilità: il Mobility Manager. Tutte le imprese e gli enti pubblici con più di 300 dipendenti, operanti in una medesima unità produttiva o con più di 800 addetti operanti in più sedi locali di uno stesso comune con almeno 150.000 abitanti, devono nominare un responsabile della mobilità del personale.
Il Mobility Manager d'azienda ha l'incarico di ottimizzare gli spostamenti sistematici dei dipendenti, con l'obiettivo di ridurre l'uso dell'auto privata adottando, tra l'altro, strumenti come il Piano spostamenti casa-lavoro (PSCL), con cui si favoriscono soluzioni di trasporto alternativo a ridotto impatto ambientale (car pooling, car sharing, bike sharing, trasporto a chiamata, navette, ecc.). La figura del Mobility Manager è particolarmente importante perché consente di dare risposte di breve periodo ai problemi della congestione del traffico e delle sue conseguenze sulla salute. Il Mobility Manager, infatti, opera sul governo della domanda di trasporto, lavorando in particolare sugli spostamenti sistematici e sui comportamenti delle persone; svolge dunque un importante ruolo di pianificazione all'interno dell'azienda e permette di ottimizzare i costi aziendali per gli spostamenti, in armonia con le politiche di mobilità sostenibile del territorio in cui si trova l'azienda, migliorandone anche l'immagine complessiva.
Dal 2000 la normativa nazionale ha introdotto il Mobility Manager di area, figura di supporto e coordinamento dei responsabili della mobilità aziendale, istituita presso l'Ufficio Tecnico del Traffico di ogni Comune (ad esclusione dei più piccoli). Il Mobility Manager di area ha il compito di mantenere i collegamenti fra la struttura comunale e le aziende nella redazione dei piani spostamento casa-lavoro, collaborando alla loro realizzazione e di promuovere iniziative di mobilità di area.
Cos'è il Momact?
Il Mobility Management Ateneo Catania (MOMACT) nasce nel 2007 come struttura di supporto al mobility manager d'Ateneo per individuare e promuovere azioni che favoriscano gli spostamenti casa-università del personale tecnico amministrativo, dei docenti e degli studenti, di favorire la riduzione dell'uso del mezzo privato per recarsi al lavoro e di realizzare campagne di persuasione e sensibilizzazione alla mobilità sostenibile. Oggi l'ufficio è coordinato dalla professoressa Annalisa Greco, Mobility Manager dell'Università.
Una tappa fondamentale nel percorso del MOMACT è costituita dal Piano degli Spostamenti Casa-Università, approvato dal Consiglio d'Amministrazione nel 2009 e nel quale vengono delineate le strategie di intervento da adottare per migliorare la mobilità dei dipendenti e degli studenti.
Tra le strategie e gli obiettivi individuati nel PSCU vi sono l'istituzione del trasporto collettivo aziendale, l'incentivazione alla pratica del carpooling, , le agevolazioni all'uso del trasporto pubblico, la gestione "sostenibile" delle aree di sosta interne, l'istituzione di un servizio di bike-sharing, la realizzazione di attrezzature in loco per il personale che possano evitare il prolungamento dei viaggi casa-università.
In attesa di individuare e reperire forme di finanziamento adeguate il MOMACT propone alcuni servizi "low cost", come Pi.per e Pro.bici.

Su fronte delle attività di sensibilizzazione, il MOMACT in questi anni ha dato vita a vari incontri e realizzato iniziative che hanno riscontrato un buon interesse presso i propri dipendenti e l'opinione pubblica.
La giornata dedicata alla mobilità sostenibile, realizzata il 12 Novembre 2010 e patrocinata dall'Unesco, ha messo in evidenza le capacità del Momact di farsi promotore di azioni volte a sviluppare la cultura della mobilità sostenibile, mettendo le proprie competenze e conoscenze a disposizione non solo dei dipendenti ma di tutta la popolazione catanese.
In questi anni il MOMACT ha avviato anche intense e stabili collaborazioni, come quella con il Mobility Management d'Area del Comune di Catania. Nell'ambito di tale collaborazione l'Ufficio ha assunto il ruolo di soggetto promotore di un costruttivo dialogo tra i vari attori, sia pubblici che privati, direttamente interessati e responsabili della mobilità sostenibile. Il dialogo tra i vari attori locali è di grande importanza perché permette di individuare modalità operative, strategie e risorse condivise, riducendo, di conseguenza, i costi sociali a vantaggio dell'intera collettività.
Altra collaborazione importante è quella con l'Azienda Municipale Trasporti di Catania. La collaborazione con l'AMT è essenziale nella redazione dei
Pi.per, grazie ai quali il MOMACT può fornire all'utenza precise informazioni sulle linee e le fermate del trasporto urbano a servizio delle varie sedi universitarie (
informazioni sul TPL).