Facoltà
Progetto K.A.S.A.
19 Giugno 2008
a cura di Ufficio stampa
dal 19 giugno 2008 al 20 giugno 2008
Venerdì e sabato ai Benedettini e a Siracusa
Venerdì (20 Giugno), alle 17,30, a Catania, nella facoltà di Lettere e filosofia, e sabato (21 Giugno) alle 9,30, a Siracusa, a Palazzo Impellizzeri, presentazione dei risultati del progetto K.A.S.A. promosso dall'Università di Catania, dall'Ateneo di
Malta e dall'Officina di Studi Medievali di Palermo.
I partner illustreranno una mappatura dei siti archeologici per il territorio ibleo (Siracusa e Ragusa) e maltese. Saranno presenti rappresentanti del Governo maltese e docenti degli atenei di Malta, Palermo e Catania.
Catania/Siracusa, 17 GIU- Una mappatura dei siti archeologici di età preistorica e tardo antica a Siracusa e Ragusa e proposte di itinerari turistico-culturali, in queste province siciliane e in alcune aree nord occidentali dell'arcipelago maltese, saranno presentate venerdì, alle 17,30, a Catania, nella Facoltà di Lettere e filosofia e sabato alle 9,30 a Siracusa, nel palazzo Impellizzeri.
Gli esiti sono stati elaborati dall'Università di Catania (Corso di laurea in Scienze dei Beni culturali di Siracusa), capofila, dall'ateneo di Malta e dall'Officina di studi Medievali di Palermo, nell'ambito del progetto K.A.S.A (Koinè Archeologica, Sapiente Antichità), proposto dalla Regione Sicilia e finanziato dall'Unione europea (Programma interregionale III A, Italia - Malta 2004-2006).
La Sicilia sud orientale e Malta hanno intessuto contatti sin dall'età preistorica. I rapporti tra le due Isole sono andati avanti nell'antichità e nel Medio Evo fino all'occupazione inglese nei primi dell' ''800''. In particolare, tra il '600'' e il ''700'', comunità maltesi parteciparono alla fondazione delle 'città nuove'' come Pachino (1756) e artigiani maltesi lavorarono alla ricostruzione di alcune città del ragusano e del siracusano distrutte dal terremoto del 1693. Le relazioni tra i due territori erano così strette da portare alla nascita della 'lingua franca'', denominata sibar, una sorta di dialetto misto tra italiano, siciliano, arabo e maltese, parlato da mercanti e marinai. C'è da dire anche che fino al 1934 a Malta si parlava ufficialmente la lingua italiana. Di questa lunga storia, il progetto K.A.S.A. ha scelto alcuni momenti da approfondire, focalizzando alcune aree archeologiche relative a contesti preistorici, dei primi insediamenti cristiani e dell'epoca medievale.
Per due anni, studiosi e ricercatori siciliani e maltesi in sinergia con imprenditori e tour operator, hanno lavorato con l'obiettivo di inserire all'interno dei più importanti circuiti turistici, già noti nelle due Isole, alcuni siti archeologici di grande interesse storico-culturale ma poco conosciuti.
Tra gli obiettivi dei partner di K.A.S.A., infatti, c'è la riqualificazione dei flussi turistici tra la Sicilia orientale dell'area Iblea e Malta, oggi orientati verso un turismo di massa. Viaggiatori siciliani, visitano città come La Valletta, l'isola di Gozo e Sliema/ Sant Julias ma non sanno dell'esistenza delle catacombe protocristiane di Rabat.
I turisti maltesi, invece, si trattengono nelle città di Catania e Siracusa e nei centri turistici come Taormina e Giardini Naxos ma non vanno a visitare il sito archeologico di Pantalica oppure i centri del Barocco che i loro antenati hanno contribuito ad edificare in Sicilia. Tra gli esiti raggiunti, dai partner di K.A.S.A., esiste un'azione combinata di nove volumi, in italiano e inglese, per quasi 4000 pagine (fuori commercio e disponibili sul sito www.progettokasa.net) accompagnati da CD e DVD multimediale, a cura editoriale dell'Officina di Studi medievali di Palermo.
Dopo i saluti del preside della facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Catania, Enrico Iachello, interverranno il professore Pietro Militello (Università di Catania), capo progetto generale e i docenti Hantony Bonanno (Università di Malta) e Alessandro Musco (Officina di Studi Medievali).
Malta e dall'Officina di Studi Medievali di Palermo.
I partner illustreranno una mappatura dei siti archeologici per il territorio ibleo (Siracusa e Ragusa) e maltese. Saranno presenti rappresentanti del Governo maltese e docenti degli atenei di Malta, Palermo e Catania.
Catania/Siracusa, 17 GIU- Una mappatura dei siti archeologici di età preistorica e tardo antica a Siracusa e Ragusa e proposte di itinerari turistico-culturali, in queste province siciliane e in alcune aree nord occidentali dell'arcipelago maltese, saranno presentate venerdì, alle 17,30, a Catania, nella Facoltà di Lettere e filosofia e sabato alle 9,30 a Siracusa, nel palazzo Impellizzeri.
Gli esiti sono stati elaborati dall'Università di Catania (Corso di laurea in Scienze dei Beni culturali di Siracusa), capofila, dall'ateneo di Malta e dall'Officina di studi Medievali di Palermo, nell'ambito del progetto K.A.S.A (Koinè Archeologica, Sapiente Antichità), proposto dalla Regione Sicilia e finanziato dall'Unione europea (Programma interregionale III A, Italia - Malta 2004-2006).
La Sicilia sud orientale e Malta hanno intessuto contatti sin dall'età preistorica. I rapporti tra le due Isole sono andati avanti nell'antichità e nel Medio Evo fino all'occupazione inglese nei primi dell' ''800''. In particolare, tra il '600'' e il ''700'', comunità maltesi parteciparono alla fondazione delle 'città nuove'' come Pachino (1756) e artigiani maltesi lavorarono alla ricostruzione di alcune città del ragusano e del siracusano distrutte dal terremoto del 1693. Le relazioni tra i due territori erano così strette da portare alla nascita della 'lingua franca'', denominata sibar, una sorta di dialetto misto tra italiano, siciliano, arabo e maltese, parlato da mercanti e marinai. C'è da dire anche che fino al 1934 a Malta si parlava ufficialmente la lingua italiana. Di questa lunga storia, il progetto K.A.S.A. ha scelto alcuni momenti da approfondire, focalizzando alcune aree archeologiche relative a contesti preistorici, dei primi insediamenti cristiani e dell'epoca medievale.
Per due anni, studiosi e ricercatori siciliani e maltesi in sinergia con imprenditori e tour operator, hanno lavorato con l'obiettivo di inserire all'interno dei più importanti circuiti turistici, già noti nelle due Isole, alcuni siti archeologici di grande interesse storico-culturale ma poco conosciuti.
Tra gli obiettivi dei partner di K.A.S.A., infatti, c'è la riqualificazione dei flussi turistici tra la Sicilia orientale dell'area Iblea e Malta, oggi orientati verso un turismo di massa. Viaggiatori siciliani, visitano città come La Valletta, l'isola di Gozo e Sliema/ Sant Julias ma non sanno dell'esistenza delle catacombe protocristiane di Rabat.
I turisti maltesi, invece, si trattengono nelle città di Catania e Siracusa e nei centri turistici come Taormina e Giardini Naxos ma non vanno a visitare il sito archeologico di Pantalica oppure i centri del Barocco che i loro antenati hanno contribuito ad edificare in Sicilia. Tra gli esiti raggiunti, dai partner di K.A.S.A., esiste un'azione combinata di nove volumi, in italiano e inglese, per quasi 4000 pagine (fuori commercio e disponibili sul sito www.progettokasa.net) accompagnati da CD e DVD multimediale, a cura editoriale dell'Officina di Studi medievali di Palermo.
Dopo i saluti del preside della facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Catania, Enrico Iachello, interverranno il professore Pietro Militello (Università di Catania), capo progetto generale e i docenti Hantony Bonanno (Università di Malta) e Alessandro Musco (Officina di Studi Medievali).
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