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Martedì si presenta in ateneo il progetto di lotta all'illegalità 'Mission Possible'

02 Dicembre 2008
a cura di Ufficio Stampa

 
Per diffondere un "pensiero legale", intriso di valori democratici, occorre partire dall'analisi di quei comportamenti illegali, spesso involontari e non percepiti come tali, che segnano la quotidianità. È a partire da queste considerazioni che ha preso le mosse il progetto "Mission possible", finanziato con risorse del Fondo Sociale Europeo. Il contesto entro il quale si è inserito il progetto coincide con l'area territoriale del PIT 35, ovvero "Catania città metropolitana", pertanto ha visto il coinvolgimento, in una vera e propria rete, di numerose istituzioni: l'Assessorato regionale al Lavoro, la Provincia regionale di Catania, l'Università di Catania, l'Usl 3 di Catania, la Polizia di Stato, il Ministero della Giustizia, con il Dipartimento Giustizia Minorile, e i Comuni di Misterbianco, Gravina di Catania, Sant'Agata Li Battiati, Tremestieri Etneo e Catania.
L'area presa in considerazione rappresenta infatti un territorio particolarmente sensibile alle tematiche della legalità e del vivere civile, in quanto luogo di importanti scambi commerciali e di fiorenti attività di servizi e di produzione, da sempre esposto agli attacchi e all'inquinamento di fenomeni criminali. In un territorio che rappresenta tali caratteristiche, la riaffermazione del principio di legalità e di fiducia nelle istituzioni, quale essenziale elemento di rottura del circolo vizioso che lega criminalità e sottosviluppo economico e sociale, e lo sviluppo di azioni rivolte alla convivenza democratica, devono necessariamente rientrare in un'azione integrata di sistema in grado di innescare reti tra attori locali e società civile. Ovvero tra istituzioni, scuola, forze dell'ordine, magistratura e tessuto imprenditoriale.
I risultati conseguiti nell'ambito di "Mission possible" - che aveva l'obiettivo di sviluppare un processo condiviso e partecipato in grado di identificare standard metodologici e applicativi dei principi di cittadinanza, e di qualificarli come elementi chiave delle strategie di sviluppo e sostegno della cultura della legalità e della sicurezza - saranno divulgati attraverso un calendario di incontri di "animazione territoriale" che si svolgeranno da lunedì 1° a venerdì 5 dicembre.
La giornata di presentazione che coinvolge l'ateneo - dal titolo "Nuovi strumenti per la coesione sociale: competenze chiave per la convivenza civile" - si svolgerà martedì 2 dicembre alle 15.30, nell'aula magna del Palazzo Centrale dell'Università e vedrà la partecipazione del rettore Antonino Recca, del delegato al Terzo settore Santo Carnazzo e del direttore del CeDoc Renato D'Amico. Successivamente la dott.ssa Rosetta Lo Iacono Pezzino (Università di Catania) procederà alla presentazione del "Dizionario delle competenze". Una volta identificati i referenti territoriali del progetto infatti, l'aspetto prioritario è stato quello di condividere una metodologia comune alla problematica. Il risultato che ha prodotto il Progetto è appunto un "dizionario delle competenze" per l'esercizio della convivenza civile e un piano territoriale d'intervento di contrasto ai fenomeni di illegalità e per la sicurezza sociale che sarà illustrato a cura del CeDoc di Catania. La giornata prevede infine la proiezione di un cortometraggio che documenta gli scopi di "Mission possible".


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