Normativa di riferimento

 

La razionalizzazione dell'offerta formativa, nell'ambito dell'autonomia didattica degli Atenei, è alla base del Decreto Ministeriale n. 270 del 22 ottobre 2004, recante "Modifiche al regolamento recante norme concernenti l'autonomia didattica degli Atenei, approvato con Decreto del Ministro dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica il 3 novembre 1999, n. 509".

Con l'applicazione del D.M. 509/99 erano state introdotte diverse e sostanziali novità nell'organizzazione ed erogazione della didattica universitaria; la disattivazione dei precedenti percorsi formativi aveva determinato l'istituzione e l'attivazione di nuovi corsi di studio, non solo con la conseguenza dell'organizzazione diversa delle attività formative, ma anche con nuove finalità maggiormente correlate ai rapidi mutamenti socio-culturali degli ultimi decenni.

Il D.M. 270/04 prevede oggi una serie di interventi volti a potenziare la qualità e l'efficacia dell'offerta formativa tramite il miglioramento e la maggiore qualificazione dei percorsi di studio, da svolgere prevalentemente attraverso la riduzione del numero dei corsi di laurea triennale e magistrale, l'accorpamento di alcuni di quelli esistenti e la loro trasformazione in curricula di corsi di studio.

Sulla base del D.M. 270/04 sono possibili tre diversi percorsi triennali:

  • percorso metodologico (o culturale) puro;
  • percorso professionalizzante puro;
  • percorso ad Y, con una base comune e un'articolazione successiva in "metodologico" e "professionalizzante".

I percorsi anzidetti, se appartengono alla medesima classe e sono quindi presumibilmente affini tra loro, devono condividere attività formative di base e caratterizzanti comuni.

Per cominciare, un percorso triennale professionalizzante non deve dare accesso soltanto alle professioni regolamentate dal DPR 328/01, ma deve interfacciarsi completamente con il mondo del lavoro in relazione alle nuove opportunità create dalla rapida evoluzione delle professioni. Di estrema importanza è il concetto di "occupabilità"; per "occupabilità" si intende la preparazione di una figura professionale che sappia rispondere alle varie esigenze del mercato del lavoro e che sia dotata di un sapere critico che permetta di adattarsi continuamente ai rapidi mutamenti scientifici e/o socio-culturali.
Mentre per l'ammissione ai corsi di laurea non sono previste nel D.M. 270/04 novità importanti rispetto a quanto riportato nel precedente D.M. 509/99, la situazione è significativamente diversa nel caso dei corsi di laurea magistrali: per questi il percorso formativo è ora strutturato su 120 (non più su 300) CFU.
I requisiti di accesso ai corsi di laurea magistrali, secondo l'art. 6, comma 2, del D.M. 270/04, prevedono comunque il possesso di requisiti curriculari e l'adeguatezza della preparazione degli studenti; per requisiti curriculari si devono intendere determinati contenuti e competenze necessari per il successivo percorso di II livello e ai quali corrispondono un numero minimo di CFU. Non appare invece opportuno considerare la laurea di I livello posseduta dallo studente come requisito curriculare indispensabile per l'iscrizione a un determinato corso di laurea magistrale; questa, infatti, non sempre garantisce il possesso di specifici requisiti sufficienti e necessari per l'iscrizione a un determinato corso di laurea magistrale.

E' inoltre previsto il riconoscimento di conoscenze e abilità professionali, ma solo se certificate ai sensi della normativa vigente in materia. Anche il "Diploma-supplement" può rappresentare uno strumento per il riconoscimento dei CFU conseguiti dallo studente, al fine di favorire la sua mobilità tra strutture didattiche differenti (in particolare, iscrizione ai corsi di laurea magistrale).

Qualunque forma didattica, per essere efficace, non solo deve condurre a una generale semplificazione e a una ottimizzazione delle risorse ma deve anche essere accompagnata da forme di incentivazione. La creazione dello "spazio europeo dell'istruzione superiore" e il processo di integrazione dell'istruzione superiore e della ricerca coinvolgono le Università in due ambiti: da un lato in una sempre maggiore e più strutturata cooperazione anche con istituzioni ed enti esterni al mondo accademico, dall'altro in una più aperta competizione nazionale e internazionale.
L'offerta formativa va quindi diversificata; deve essere tanto flessibile da poter soddisfare allo stesso tempo le esigenze della società, quelle dell'economia e quelle di una popolazione studentesca variamente composta e con esigenze differenti, determinando anche una speciale attenzione alla dimensione della formazione lungo tutto l'arco della vita (lifelong learning).